LOMINDIE
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Italy, 21 years old -

"I want an incisive, inquisitive, insightful, irreverent mind. I want someone for whom philosophical discussion is foreplay. I want someone who sometimes makes me go ouch due to their wit and evil sense of humor. I want someone that I can reach out and touch randomly. I want someone I can cuddle with.

I decided all that means that I am sapiosexual".

Ian Curtis e i Joy Division: per sempre "Closer"

Quel giorno aveva visto in tv La Ballata di Stroszek di Werner Herzog; sul piatto del giradischi The Idiot di Iggy Pop. Al centro della stanza, invece, la sua ombra rintoccava un tempo divenuto infinito. Era il 18 Maggio 1980. Ian Curtis si tolse la vita impiccandosi.


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“Sono tempi 2.0 ma forse già 3.0 e tutto scorre velocissimo sui nostri schermi, nei nostri smartphone, nelle nostre mani sature di tecnologia.

Lungi da me condannare la clamorosa e semplice velocità di diffusione e comunicazione che il nuovo mondo ci sta regalando.

Ma non ci staremo perdendo qualcosa?

Non staremo dimenticando qualcosa che era bella ma ormai non ricordiamo più? Come un gioco lontano, un sapore legato ad un momento che ormai ci sfugge.

Le dinamiche di comportamento, corteggiamento, assunzione sono cambiate. É cambiato quindi il nostro approccio all’amore, al lavoro, all’amicizia.

E ogni tanto sento che tutto questo “like”, “sharing”, “post”, “visualizzato”, tutto questo linguaggio e conseguente traduzione in azione sono una limitazione a quella cosa che i nostri genitori, e l’umanità intera prima di loro, chiamavano poesia.

Capisco anche la contraddizione di scrivere tutto questo su un sito, ma ve lo giuro, se potessi scrivere una lettera a tutti voi lo farei.

Ecco cosa, secondo me, dovremmo ricominciare a fare, a farci, a creare per ritrovare un po’ di quella magia che forse si sta perdendo in troppi megabyte.

1) SCRIVERE LETTERE : non emails, non wzzp, non sms. Lettere su carta, ad amici, parenti, amori, scritte con la calligrafia tremante e con gli errori e con il cuore. E spedirle a chi vogliamo. Le cassette della posta sono ormai piene di troppe bollette e poche parole.

2) TROVARCI AD ASCOLTARE I DISCHI: linkarci i video da una stanza all’altra è comodo ma troppo tempo è perso con il computer sulle gambe ad ascoltare una canzone che ci piace. Siamo spesso a pochi chilometri di distanza non facciamoli diventare centinaia in intenzione.

3) LEGGERE LIBRI : leggere libri, scambiarli, non scaricarli, non citarne mezza frase in uno status. Condividere quelle 300 pagine con le orecchie per tenere il segno, con la dedica fatta a penna.

4) PERDERSI : perdersi in macchina, in un paese sconosciuto, in una città nuova. Senza farci navigare da un “tu sei qui”, senza arrivare subito a destinazione. Quando ne abbiamo il tempo ovviamente. Ritrovare la delicata paura di non sapere dove siamo.

5) VEDERE UN CONCERTO SENZA FOTOGRAFARLO : solamente stare lì, ascoltare, farsi trasportare. Alzarsi sulle punte, abbracciare un amico o una donna o il proprio ragazzo e non filtrare tutto in pochi pollici di schermo.

6) AVERE DUBBI : sinceramente le più belle storie le ho sentite nei periodi in cui nessuno poteva smentire con un “su wikipedia non dice così”. Guardate Big Fish di Burton per capire di cosa parlo.

7) ANDARE AL CINEMA : da soli, in compagnia, con o senza pop corn. Lo streaming lasciamolo per prendere sonno e le serie tv.

8) DIRSI LE COSE DIFFICILI FACCIA A FACCIA : tendiamo a concentrare nelle mail e negli inobx le peggio o meglio cose che dobbiamo dirci. “Poi te lo scrivo”, “controlla la mail”, “hai visto facebook?”. Lo schifo o l’amore si butta in faccia che magari è più difficile ma l’elaborazione del tutto è umana, viva, fisica.

9) FOTOGRAFARE CON IL RULLINO : le foto sviluppate, a volte bruciate, senza possibilità di essere corrette o cestinate. Sono il bello di un mondo che non è perfetto né filtrato.

10) DIRSI TI VOGLIO BENE : e non scriverselo.

Le cose belle le facciamo ancora e le faremo per sempre e il nuovo modo interattivo di farle è stupendo, ne sono consapevole.

Ma non lo sentite anche voi che ogni tanto manca qualcosa?

Non sentite che tutto è un po’ più freddo?

Alcuni notti insonni di tutti noi si snodano in questi pensieri.

Riproviamo ad innamorarci di ogni gesto.”

La banalità della verità.

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-Piccole cose da fare per salvarci l’anima, Ventuno21


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Fanculo
a chi non ha mai colpa
a chi ha una scusa per tutto
a chi si è fatto da solo
a chi cerca pubblicità
a chi parla bene per moda e pensa male per moda
a chi si innamora solo per secondo
a chi va sempre di corsa e non è ancora arrivato da nessuna parte
ai conformisti da cortile, ai professori di vita
a chi lo dicono i numeri
a chi la crisi è passata
a chi sogna piccolo e si vive come un grande
a chi non crede alle favole ma ti fa sempre una morale
a chi non alza mai la testa se non per annuire
a chi lo vuole il mercato
a chi lo chiede l’Europa
a chi dice all’estero è tutto meglio e lo trovi sempre qui a lamentarsi
a chi non vota mai e ti da sempre un voto
a chi giudica e non viene mai giudicato
a chi rompe i coglioni e non li mette mai sul piatto
a chi odia il successo e non vuole nient’altro davvero
a chi pensa di dover educare la gente perchè la gente gli fa schifo
e questa cosa lo fa sentire bene e soprattutto, tra tutta la gente, distaccato e superiore
a chi non gioca per davvero
a chi non sa farsi male
a chi non cala le sue carte
a chi trucca la partita
fanculo a chi non ha iniziato niente
e a te dice che è finita

Fanculo a chi non sbaglia le amicizie
a chi si fida se lo dice la tv
a chi gode solo lui
a chi soffre solo lui
ma poi non vuole morire solo
a chi crede di conoscerti se ascolta una canzone
a chi per ogni stronzata ti chiede di scrivere una canzone
a chi in pubbblico ti insulta e in privato vuole sapere quanto scopi
a chi muore di tempo libero e a chi conta le ore
a chi le ha viste tutte e deve raccontartele assolutamente
a chi vuole scherzare su tutti e si prende sempre sul serio
a chi è per la democrazia del televoto e la rivoluzione del digitale, la libertà di pagare a rate e tutti i tuoi piccoli diritti da schiavo
a chi te lo dice da regista, musicista, attore artista, te lo dice e intanto se lo dice da solo
a chi non sta nè a destra nè a sinstra che se fosse su una strada finirebbe investito
a chi le cose le fa di mestiere in attesa che qualcuno lo paghi e dice che tu le fai per l’anima del cazzo e hai pure la colpa che ti pagano
a chi non conosce i chilometri, le facce sfatte, gli alberghi sporchi, i sogni mancati, i treni persi, le ore vuote
a chi non sceglie mai
a chi non rischia mai
a chi non sbaglia mai
a chi non brucia mai
a chi non muore mai
a chi non si perde mai
a chi non ha mai davvero paura
a chi è come sarei diventato io se per un po’ di paura in meno avessi scelto di non rischiare mai
fanculo a chi non si lascia cadere

a chi ti chiede una firma che tanto è una formalità
a chi non è mai stato lungimirante e ti dice di guardare lontano
a chi si rifà il sorriso e vince le elezioni
a chi somiglia alla parte di me che odio e non se ne va
a chi va tutto bene, sempre tutto bene, sempre solo bene, fanculo.

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-C’eravamo tanto sbagliati, Lo Stato Sociale

Buon appetito amore mio.


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